Manzano è universalmente conosciuta come “la capitale della Sedia” per essere stata il fulcro di un processo di sviluppo industriale nel settore legno-arredo che per decenni ha interessato il nostro territorio. Il nucleo industriale originario detto il “Triangolo della Sedia “ era inizialmente costituito dai tre Comuni limitrofi di Corno di RosazzoSan Giovanni al NatisoneManzano. Questo nucleo si è via via esteso fino a comprendere undici comuni della provincia di Udine con un estensione di 220 km² che costituiscono il “Distretto della Sedia” all'interno del quale operavano fino a pochi anni fa un migliaio di imprese.

A partire dagli anni 2000, e in particolare dopo il tracollo dei mercati finanziari del 2008 numerose aziende  hanno cessato l'attività e si è assistito ad una radicale trasformazione del territorio. Si è altresì visto un consolidamento delle realtà produttive che hanno saputo maggiormente adattarsi alla nuova situazione economica,  proponendo percorsi di innovazione, sia di processo che di prodotto.L'origine

Il Distretto rimane un’area in cui operano tuttora tante valide imprese produttrici e di sub-fornitura , una scuola di formazione professionale e un istituto di certificazione, il CATAS, riconosciuto a livello internazionale. La nascita di questa realtà industriale ha origine in tempi lontani.

Le origini

  • foto-storica

Nel 1700 Maria Teresa d'Asburgo concesse  agli abitanti della Contea di Gorizia, tra Mariano del Friuli e Cormons, l’autorizzazione al taglio della selva della Ternova. Molti falegnami di origine carnica emigrarono in queste zone e  grazie all'abbondanza della materia prima svilupparono un nucleo di botteghe di artigiani specializzati nella produzione di sedie impagliate.

Dopo il 1866, quando l'Impero Austro Ungarico cedette al neo costituito Regno d’Italia il Friuli Venezia Giulia, ad eccezione della Contea di Gorizia e di Gradisca, i fabbricanti di sedie della zona di confine si ritrovarono svantaggiati, per la maggior concorrenza interna dei produttori di sedie viennesi e per gli alti dazi imposti alle esportazioni. Tutto ciò ebbe come conseguenza una emigrazione verso i comuni del Friuli italiano, ovvero Manzano, San Giovanni al Natisone e Corno di Rosazzo dove cominciarono a localizzarsi le prime nuove imprese artigianali condotte a livello familiare con impiego di manodopera femminile soprattutto nella fase finale della impagliatura e rifinitura del prodotto.


I modelli

  • sedia-marocco
  • sedia-thonet

I modelli di sedia prodotti erano la caratteristica sedia "ad uso Cormons", con il sedile impagliato o costituito da listelli avvitati allo scheletro portante; la gamma produttiva poteva contare anche sul tipo "Marocca", solide sedie rustiche con le gambe posteriori arcuate, e sul tipo "Marsiglia", simile al precedente ma con le gambe diritte.  Erano fornite in versione pieghevole, adatte all'uso delle trattorie e per l'arredamento da giardino; in versione rustica, a basso prezzo e rivolte ad una clientela di operai, contadini e comunità; in versione pregiata, perfettamente rifinite ed adatte per case borghesi o alberghi.

Il legname proveniva dalle montagne e i macchinari, inizialmente molto semplici, venivano migliorati da esperti locali per rispondere meglio alle esigenze dell'industria: la "paglia" (frosc) proveniva dalle rive dei fiumi e veniva colorata (inzalà) dai garzoni con colori naturali (terra gialla macinata e sciolta in olio minerale). Le fasi di impagliatura iniziavano con l'immersione del materiale in acqua bollente, tinto in anilina, tagliato ed arrotolato in cordone (cordon) e quindi intrecciato alla struttura della sedia fino a formare il caratteristico sedile suddiviso in quattro spicchi poi riuniti al centro.
Alcune aziende si erano dotate di materiale atto a produrre un sedia tipo "Thonet", che prevedeva una struttura curva e l'inserimento di una speciale paglia detta "di Vienna"; il modello era più elaborato e costoso dei modelli tradizionali.


Storia e Sviluppo

Con lo scoppio della I Guerra Mondiale molti uomini vennero arruolati portando presto l'economia alla paralisi. Al termine della guerra il 70% del potenziale industriale era annientato e le fabbriche distrutte. Tuttavia, tra i primi anni Venti e il 1927 il numero di imprese presenti nell'area di Manzano si quadruplicò: si trattava di piccole o piccolissime imprese a conduzione familiare contigue all'abitazione. Si iniziò inoltre a creare una rete di aziende che si completavano tra di loro e a cui le industrie più grandi cominciarono a subappaltare parte dei componenti della sedia. Fra i tipi di sedie in produzione venne inserito il modello  "Milano", versione economica della sedia "Thonet": prima sedia appositamente studiata per uffici.

Il  consolidamento della produzione industriale avvenne  dopo la II Guerra Mondiale, che non ebbe un impatto altrettanto tragico della I, grazie anche alla nascita del Consorzio per lo Sviluppo della Produzione Sediaria (1957). Negli anni Sessanta la ricostruzione post-bellica portò al boom dei consumi con una crescita esponenziale della domanda interna che in parte neutralizzò la crisi generale. Crebbero gli investimenti e la produzione subì un impulso all'industrializzazione senza precedenti.

Fu alla fine degli anni ’60 che, grazie alla macchina impagliatrice messa a punto dall’Ing. Gaetano Morigi, si andò superando la parte critica dell’intero processo produttivo riducendo i tempi di produzione di una seduta dalle tre ore a pochi minuti. Le aziende a conduzione familiare subirono una evoluzione in senso più marcatamente industriale e si acquistò consapevolezza dell'importanza dell'autopromozione, della specializzazione in versioni innovative o firmate da grandi "nomi" dei design italiano (come Gio Ponti, Carlo de Carli e Vico Magistretti), nonché della distribuzione a livello nazionale e mondiale.

La sedia friulana si afferma sul mercato italiano ed anche all'estero, fino a giungere, a coprire circa l’80 per cento della domanda nazionale, con una massiccia presenza in Europa, Usa, Oriente. Durante questi decenni il Distretto della Sedia vide una ricchezza diffusa senza precedenti, raggiungendo livelli di disoccupazione bassissimi ed una capacità produttiva senza pari.

Nel 1977 venne organizzata a Udine il Primo salone del Mobile e della Sedia, vetrina della produzione locale di sedute, la manifestazione crescerà rapidamente fino ad ottenere nel 1983 la qualifica di fiera “internazionale”.

 

Back to top